Aria meets Francesca Porcellato

Quando a 6 anni mi hanno dato la prima carrozzina l'unica cosa a cui ho pensato è stata quella di farla andare più veloce che potevo”, possiamo dire che Francesca Porcellato ce l’ha fatta.

Solo che non si è limitata a farla andare veloce, ha usato il suo mezzo anche per andare lontano e di strada ne ha fatta davvero tanta. Originaria di Castelfranco Veneto, soprannominata la Rossa Volante per i capelli rossi, è passata attraverso 10 paralimpiadi mettendosi al collo 13 medaglie.

Oggi di anni ne ha cinquanta, ma davvero nel suo caso l’età è solo un numero.

Ha partecipato e vinto la sue prime due medaglie d’oro a Seul nel 1988 nei 100m e nella staffetta 4x100, un’altra epoca quando anche l’attenzione per gli atleti con disabilità era molto diversa da quella di oggi. Ne arriveranno altre 11, comprese quelle che ha conquistato quando ha deciso di passare prima allo sci di fondo paralimpico e poi al paraciclismo.

Una alla continua ricerca dei limiti da superare non poteva che incontrare Aria durante una ricerca in internet. Sempre attratta da nuove tecnologie e strumentazioni dice che la prima cosa che l’ha colpita è stata il nome per quel senso di libertà e leggerezza che comunica. Addirittura all’inizio pensava che l’azienda fosse straniera “invece ho scoperto che Aria non solo era un’azienda italiana, ma addirittura veneta”. Con Stefano e Marco l’intesa è stata immediata, “parlavamo la stessa lingua, le mie richieste trovavano sempre le risposte giuste”.

Inutile dire che Francesca ha sempre avuto ben chiaro cosa cerca in una carrozzina, “voglio uno strumento che mi permetta di avere una vita performante e libera come sono io, infatti prima di acquistarla studio le caratteristiche nei minimi particolari”.

In Aria ha trovato quello che si aspettava e ha scelto la Magnesio 1.0.

Una carrozzina rigida ma regolabile, estremamente leggera, molto elastica e confortevole anche nei terreni con asperità che ha usato con grande soddisfazione fino a oggi prima di passare all’ultima nata in casa Aria, la ULTRA.

Una carrozzina ancora più leggera e performante che dispone di molte più regolazioni e che è stata perfezionata integrandola con tutti i miglioramenti che sono stati sviluppati negli anni.

ULTRA sarà quindi la carrozzina che accompagnerà Francesca verso il futuro e le prossime sfide.

Quella di Tokyo 2021 innanzitutto, probabilmente l’ultima paralimpiade che si prepara a vivere con maturità e consapevolezza per poter mettere in campo tutto quello che ha imparato in questi anni.

Ma anche quelle che la aspettano finiti i Giochi, quando si vede come promotrice del movimento paralimpico e dei suoi valori per avvicinare sempre più persone allo sport aiutandole nella scelta dell’attrezzatura giusta. Tutti suggerimenti che, ci confessa, sono mancati a lei all’inizio della sua carriera quando intorno allo sport paralimpico c’era ben altra consapevolezza.

Adesso invece non è più così, e un grazie dobbiamo dirlo anche a Francesca.

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